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Luca 10 Passi 31 agosto 2009
 



Anche se non sono socio (lo sono stato per un solo anno) sono un simpatizzante di Scoooter2Smile e per questo motivo vorrei lasciare un breve descrizione di un bel giro in moto che ho fatto quest'estate.
Approfittando del fatto che, per impegni familiari, ero nella zona di Madonna di Campiglio, il 31 agosto ho deciso di dedicarmi un'intera giornata per fare "4 passi" in moto e parto, di buon ora, in direzione Trento. Costeggiato il sempre affascinante lago di Toblino con il suo castello, arrivo nel capoluogo trentino dove faccio il conto con il traffico cittadino (...e poi parlano di Milano). Imboccata la Valsugana, costeggiando il lago di Caldonazzo, in prossimità di Borgo Valsugana, abbandono la trafficatissima e un pò noiosa statale, per affrontare i tornanti che portano al passo del Manghen. Qui la strada si fa molto interessante e divertente e dopo aver scollinato incontro  una mandria di mucche che mi costringe ad attendere qualche minuto prima di poter proseguire.
Giunto in val di Fiemme la percorro fino a Pedrazzo, da dove mi dirigo, senza cedere alla tentazione di far visita alla Val di Fassa (capirete poi perché...), verso il passo Rolle dove, una volta giunto, mi concedo un cappuccio e una brioche al  cospetto delle Pale di S. Martino. Alla ripartenza, forse per una mia errata interpretazione, non trovo la strada, prevista nel mio schizzo di rotta, che porta direttamente al passo di Valles e scendo, quindi,  fino a S. Martino di Castrozza. Poco male, i chilometri in più (pochi), percorsi per tornare sui miei passi, sono stati ampiamente ripagati  dal gusto (tanto) di percorrere ancora una volta i tornanti  di entrambi i versanti del passo Rolle.  Anche la strada del passo di Valles, che imbocco quasi a Bellamonte, è molto bella, sia dal punto di vista panoramico che da quello motociclistico e mi porta fino ad Alleghe dove comincio a salire i tornanti che portano al passo Fedaia e al cospetto della Marmolada. Una volta giunto al passo e  scattate le foto di rito al lago Fedaia e al ghiacciaio, scendo fino a Canazei e, respinta ancora la tentazione della Val di Fassa, punto il pneumatico anteriore in direzione dei passi Pordoi e Sella. Al "famoso" bivio sterzo verso il passo Pordoi dove, una volta giunto dopo un numero infinito, ma mai stancante, di tornanti, mi concedo un'altra pausa-foto.
Il gruppo del Sella mi accompagna giù per i tornanti fino ad Arabba e  su, fino al passo Campolongo da dove, con una serie di larghi e ben asfaltati tornanti, scendo per appoggiare i miei pneumatici nelle vie di Corvara. A questo punto lo stomaco comincia  a "reclamare", quindi, una volta abbandonata la famosa località dell'Alta Badia e giunto al passo Gardena,  metto sotto i denti "qualcosina". Solo in quel momento, alzando gli occhi, mi rendo conto che per tutta la mattinata non c'è stata una sola nuvola in cielo, il che mi fa pensare che oggi la fortuna dei centauri mi ha accompagnato. I chilometri e le foto ancora da scattare, mi consigliano di non fermarmi troppo , quindi, tornato a cavlacioni della moto riparto in direzione passo Sella che personalmente considero il più bello che abbia mai visto, soprattutto dal punto di vista panoramico. E' per questo, che perdo quasi mezz'ora al passo per scattare le foto al Sasso Lungo, al gruppo delle Puez-Odle, di nuovo al gruppo del Sella e, sebbene un pò nascosta dai primi nuvoloni bianchi che si formano, ancora alla Marmolada. Giunto nuovamente a Canazei (questa è la volta buona) imbocco la Val di Fassa, che, come ho sospettato fin dalla mattina, è un pò intasata dalle automobili dei turisti. Non la percorro tutta, ma, arrivato a Vigo, devio sulla destra e, dopo un caffè ristoratore, affronto i tornanti che portano al passo di Costalunga. Un bus di linea fumante, che non riesco a superare (la stanchezza si fa sentire e quindi devo essere ancora più prudente di quello che solitamente sono), mi accompagna fino al lago di Carezza, dove mi fermo per immortalarne il colore stupendo. Ora mi spetta una lunga discesa (la Val d'Ega) che mi porta fino a Bolzano, dove ritrovo il traffico incontrato in mattinata a Trento, e da dove risalgo verso il passo della Mendola.  La strada in prossimità del passo si fa stretta, spettacolare e un pò impegnativa e mi costringe, vista anche l'ora e i chilometri fin qui percorsi a prendere qualche minuto di relax una volta giunto al passo. Dopo essermi rilassato, riparto alla volta della val di Sole che percorro fino a Dimaro (passando da Cles) dove giungo ormai con il buio. Fortunatamente i tornanti che risalgono il passo di Campi Carlo Magno li conosco a menadit? quindi l'oscurità non mi mette oltremodo in difficoltà. Comunque quando giungo a casa dalla famiglia, che mi ha atteso pazientemente, la stanchezza, il frastornamento e i 500 km si fanno sentire e, dopo una lauta cena, mi abbandono, soddisfatto,  tra le braccia di Morfeo.



Testo e Foto: Luca
 

 

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