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Distanza: 350 Km
Come al solito di buon mattino ci imbrachiamo con le nostre "divise" da scooter
e viriamo alla volta del bellissimo castello di Bardi. Da Milano prendiamo la A7
Milano - Genova fino a Casei Gerola e da qui la SS10 fino a Voghera. Proseguiamo
per Ponte Nizza e poi per Varzi, attraversando il Monte Penice fino ad arrivare a Bobbio. Lungo il percorso ci accompagnano il bellissimo letto del fiume Staffora
e poi il Trebbia intorno ai quali, si snodano le stradine curve e tortuose che
attraversiamo.
A questa gita partecipano nuovi amici tra i quali, per mia gioia, ci sono ben
tre donne.
Da Corte Brugnatella a Bardi passando per Ferriere la strada sembra non finire
mai perchè diventa sempre più stretta e tortuosa. Il panorama di cui godiamo
però merita tutta l'attesa. Il famoso castello si erge su una grossa massa
rocciosa a mò di sentinella del piccolo paese tanto che sembra quasi appoggiato
lì dall'alto.
Bardi è una cittadina posta all'estremo sud - ovest della provincia di Parma. Il
territorio si estende dai 500 ai 1.300 metri sul livello del mare coperto da
foreste e boschi. Il castello è visitato ogni anno da migliaia di persone non
soltanto per la sua bellezza paesaggistica e suggestiva che si ammira dal
castello ma anche perchè è sede di mostre molto particolari.
Scendiamo verso il centro di Bardi dirigendoci, data l'ora (sono ormai le 13.30)
al ristorante. Durante il pranzo facciamo conoscenza con i nuovi partecipanti
gustando degli ottimi antipasti misti, tortelli alle erbette conditi con burro e
salvia, una buonissima tagliata con patate al forno e poi dolce e caffé. Per
smaltire il tutto ci dirigiamo verso il castello e decidiamo di visitarlo.
La fortezza di Bardi probabilmente risale al VII secolo quando un gruppo di
guerrieri longobardi liberi si insedia attorno alla grande roccia su cui sorgerà
il castello. Il luogo da loro prende il nome di "Silva Arimannorum" ed il
villaggio che nasce "Bardi". Le prime tracce di presenza umana nel territorio
risalgono addirittura al Paleolitico medio quando la zona era frequentata da
gruppi di cacciatori - raccoglitori di diaspro, materia prima per la
preparazione dei loro utensili, di cui la zona è ricca. Da quel momento in poi i
ritrovamenti segnalano l'alternarsi di presenza umana fino all'insediamento
definitivo ed alla costruzione del castello. Il territorio è chiuso verso la
penetrazione degli interessi economici di chiese e monasteri fino alla metà del IX secolo, indice di una gelosa conservazione di autonomia di vita e costumi.
Nell'anno 898 durante il regno di Berengario I una solenne formula sancisce
l'acquisto da parte del venerabile Everardo, vescovo di Piacenza, di metà della
rocca sulla quale è costruito da poco un castello. Le notizie della rocca di
Bardi ci giungono da una sbiadita pergamena che lascia intravedere un buio
periodo della nostra storia, le scorrerie degli Ungari. Sono queste che spingono
il prelato a cercare un rifugio sicuro e creano il fenomeno dell'incastellamento.
Da questo momento in avanti la storia del borgo si unifica a quella della
fortezza. Alla fine del XII secolo il castello risulta già appartenente ai
"Conti di Bardi", corte gentilizia discendente probabilmente dalle prime
famiglie longobarde.
Nel 1255 il castello fu distrutto dai Pallavicino ma subito ricostruito. Per due
volte venne espugnato nel 1270 e nel 1307 durante il periodo dei Landi. La loro
autonomia cresce a tal punto che nel 1551 possono battere zecca e Bardi viene
eletto marchesato dell'Imperatore Carlo V. Gli interventi di ristrutturazione
più significativi sono del IX, XIII e XIV secolo e a tutt'oggi è rimasto tale. Agli
inizi del XVII secolo l'ultimo principe Federico II arricchisce il castello con
affreschi del Botticelli e del Parmigianino e crea una biblioteca con 228 volumi
oggi inesistenti. Lo Stato cessa di esistere autonomamente nel 1627 con il
matrimonio di Maria Polissena unica figlia di Federico II con Giovanni Andrea
Doria. Tre anni dopo la sua morte il feudo viene venduto ai Farnese e nel 1764 ne
entrano in possesso i Borboni di Parma. Inizia la parabola discendente del
castello che passa ai francesi nel 1802, a Maria Luigia d'Austria dal 1816 al
1847. Dopo il 1862 viene trasformato in prigione militare fino alla sua chiusura
nel 1868 e la successiva cessione al demanio.
La nostra visita ci spinge all'interno delle mura e nelle sale spartane di un
tempo fin su tra i camminamenti delle sentinelle dai quali si scorge il Ceno,
principale corso d'acqua che da il nome a tutta la vallata.
Questo fiume nasce dal monte Pema come il Taro suo gemello. Ciascuno dei corsi
d'acqua scava la sua valle prima di ricongiungersi all'altezza di Fornovo in cui
solo il Taro mantiene il nome. Il clima mite della Val Ceno favorisce la
crescita di rare specie botaniche sia di provenienza mediterranea che alpina.
Inoltre nidificano molti volatili rapaci e non che nel silenzio del pomeriggio
vediamo e sentiamo chiamarsi.
Come ogni castello che si rispetti anche Bardi ha il suo fantasma, Moroello.
Moroello è il comandante delle truppe di
Bardi ed è innamorato della figlia del castellano, Soleste, che a sua volta la
ricambia. Tutto bene se non fosse per il fatto che Soleste è stata promessa sposa
ad un feudatario vicino. I due giovani nei loro fugaci incontri vengono aiutati
dalla balia della ragazza. Durante una battaglia contro i Landi in difesa del
confine di stato Moroello va via per molte settimane. La sua amata tutti i giorni
ne attende il ritorno. Finalmente le truppe si dirigono verso il castello e Moroello in segno di vittoria corre a cavallo con gli stendardi del nemico. Peccato
che dal castello Soleste non può distinguere l'uomo che li porta. Pensando che
fosse il nemico che ha ucciso il suo amato, si toglie la vita disperata. Alla
notizia del suicidio di Soleste Moroello è disperato ed ancora oggi vaga per il
castello alla ricerca di Soleste. Numerosi sono gli avvistamenti notturni è c'è
chi dice di aver sentito addirittura le sue urla disperate. Con l'uso di una
termocamera alcuni studiosi sono riusciti a fotografarne la presenza.
Dopo questa magnifica visita ritorniamo
in città. Saliamo per Bore, Castell'Arquato, Piacenza e poi
Milano.
Buon viaggio.
Tutte le foto scattate durante la
gita le potete trovare qui.
Testo:
Crespy |
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