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Distanza: 520 km
Durante una calda
sera estiva, cercando di ingannare il tempo, navigando in internet mi imbattevo
in un sito ove si pubblicizzava un motoraduno per il giorno 10 settembre.
Dopo avere letto il
programma decidevo di informare gli altri soci dello Scoooter 2 Smile al fine di
organizzare una nostra partecipazione.
Primo appuntamento
all’ingresso di Sesto San Giovanni della A4 dove Enzo “Microbo” ed io partivamo
in direzione Genova, non prima di esserci incontrati all’area di servizio Dorno
ovest della A7 con Roberto “The Doctor”.
Dopo una breve pausa
caffè partivamo di gran carriera (sempre comunque nel rispetto dei limiti di
velocità) verso Genova. Noiosa la prima parte, divertente il tratto di curve e
saliscendi nel tratto da Isola del Cantone a Genova.
Dopo avere seguito
le indicazioni riportate sulla locandina pubblicitaria del motoraduno (e avendo
ugualmente sbagliato strada !!!) abbiamo raggiunto il punto di ritrovo sito in
via Diaz.
La giornata
prometteva al meglio: clima ideale, 26°, cielo azzurro, brezza marina e oltre
300 motociclisti erano la nostra compagnia odierna.
Dopo la
registrazione, un piccolo spuntino e le foto di rito partivamo alla volta del
Santuario della Nostra Signora della Guardia posto a 804 m.s.l.m. nell’immediato
entroterra genovese.
Al fine di garantire
l’incolumità dei motociclisti e dei pedoni questo trasferimento avveniva con la
scorta effettuata da motociclisti appartenenti alle forze dell’ordine nonché da
un’autoambulanza della Croce Rossa Italiana.
Arrivati alla
sommità del monte Figogna, ove sorge il santuario, la vista era stupenda: un
mare blu, le colline verdeggianti ed un cielo terso facevano da contorno alla
Superba.
Molto bello il
Santuario in stile
cinquecentesco, (lungo 49 m. e largo 26), a croce latina, con tre navate divise
da otto archi a tutto sesto, sormontato da una cupola ottagonale alta 40 m. Sul
lato Est, la maestosa torre campanaria (45 m.), ultimata nel 1899 su disegno
dell’Ing. Guglielmo Calmieri.
All'interno affreschi (1963 - 1966) di Antonio Giuseppe Santagata, raffiguranti
il fatto dell’Apparizione, alcune scene della vita della Madonna e, nelle vele
delle finestre, i versetti dell’Ave Maria.
Nella controfacciata l’offerta a Maria del “cuore della città” da
parte del Card. Giuseppe Siri.
Mirabili gli affreschi della
cupola
del pittore L. Arzuffi: la gloria di Maria tra gli angeli e i Santi protettori
della Repubblica di Genova.
La Cappella del transetto destro
è dedicata al Sacro Cuore.
La Cappella è, oggi, caratterizzata dai “fiocchi dei neonati”,
donati dai genitori all’atto di affidamento dei Bimbi a Maria.
L’Altare
Maggiore
in marmo bianco statuario, è realizzato da Angelo Ortelli su disegno dell’Arch.
Raffaello Salvatori (1940). Ornato di colonnine scanalate in onice con basi e
capitelli in bronzo dorato. Sul davanti, le statue di Mosè e del Profeta Elia,
di Umberto De Giovanni; dello stesso scultore, il paliotto in bronzo dorato
dell’Ultima Cena.
Sulla sinistra il caratteristico
“Cristo nero" della
prima metà del ‘900. Centrale, alle spalle dell’altare,
il tempietto con la statua della Madonna della
Guardia,
fine opera con colonne, angeli e putti dello scultore Antonio Ricchini (1899).
La statua lignea è una delle più belle di Antonio Giuseppe Canepa (1894)
In seguito il
programma prevedeva la celebrazione della Santa Messa e a seguire la benedizione
dei caschi, un momento emozionante e gioioso nel contempo.
Terminato il
programma ufficiale decidevamo di fare una “gita” supplementare.
Dopo essere
ridiscesi a Genova, ed averla attraversata integralmente, scoprendo così angoli
caratteristici anche se un po’ nascosti, raggiungevamo per la riviera di
Levante.
A Sestri Levante
davanti ad una pizza assistevamo al trionfo di M. Schumacher e nel frattempo
decidevamo il tragitto del rientro.
La scelta cadeva
sulla val Trebbia: circa 100 km. di curvoni e tornanti incastonati in una
distesa di boschi.
Questo tragitto è
veramente divertente, anche se alla fine braccia, polsi e “spalle degli
pneumatici” risentivano della cavalcata.
Arrivati a Bobbio il
nostro amico Roberto decideva di affrontare il passo Penice in maniera tale di
non allungare ulteriormente il tragitto verso casa.
Ormai il sole
iniziava a tramontare quando imboccavamo l’A 1 che ci avrebbe portato, in una
situazione di traffico elevato (per le automobili naturalmente) finalmente a
casa.
Concludendo possiamo
dire che è stata una giornata intensa, basta pensare ai 520 km. percorsi, ma
sicuramente bella ed emozionante.
Attraverso questo
“diario di viaggio” ringrazio gli organizzatori del “Moto Club Touring Genova
91”, i motociclisti delle forze dell’ordine, il personale sanitario della Croce
Rossa Italiana e il rettore del Santuario Mons. Marco Granara.
Di seguito un
road-book della giornata.
|
Tratta |
Distanza Km |
|
Monza - Genova |
180 |
|
Genova - Santuario N. S. della
Guardia |
20 |
|
Santuario N. S. della Guardia -
Sestri Levante |
80 |
|
Sestri Levante - Torriglia |
40 |
|
Torriglia - Bobbio |
65 |
|
Bobbio - Piacenza |
48 |
|
Piacenza - Monza |
85 |
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Totali |
518 |
Testo:
Adry
Foto: Adry e Microbo
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