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Distanza: 280 Km
circa
Complice l’inverno mite e prendendo spunto da una gita dei “Du Rod” di
Piacenza, cui vanno i più sinceri saluti, domenica 11/02/07 alle ore 8.15 ero
già in sella alla mia nuova Honda Varadero con destinazione i castelli
Piacentini.
Dopo avere percorso l’A1 sino al casello di Piacenza sud, iniziavo il tour vero
e proprio, fatto di saliscendi e dolci tornanti.
La prima tappa ha riguardato il castello di Paderna, non lontano da Carpaneto
Piacentino.
Circondato da solide mura e con
un fossato
ancora traboccante d'acqua, è documentato già agli inizi del nono secolo.
Nel 1453
il castello diventa possesso della famiglia Marazzani di Rimini, antenati degli
attuali proprietari, i nobili Pettorelli. Nel '400 assume l'attuale
conformazione di elegante fortilizio, con ampia corte agricola, conservando la
chiesa di Santa Maria, pianta a croce greca e colonne di più antica origine,
testimonianza dell'originario "castrum". Oggi, residenza padronale, è azienda
agricola biologica, fattoria didattica e sede di importanti manifestazioni
legate alla coltivazione della terra.
Il tragitto avviene solcando vallate ampie verdi, intercalate da eleganti
aziende agro-alimentari e antiche case coloniche, tipiche delle comunità
agricole.
Dopo una serie di divertenti tornantoni arriviamo in prossimità di Castell’Arquato,
antica rocca eretta
per volontà di Luchino Visconti tra il 1342 e il 1349.
La rocca
passa nel 1404 agli Scotti, poi a Filippo Visconti. Nel 1466 entra nel
patrimonio degli Sforza che la tengono sino al 1707, anno nel quale viene
inglobata nel Ducato di Parma e Piacenza. Ancora oggi domina, con le sue torri,
il borgo e la Val d'Arda.
L'edificio, tutto in laterizio, comprende due parti collegate tra loro: un
recinto inferiore di forma rettangolare, più ampio, disposto su due gradoni e
uno minore, posizionato più in alto. Sovrasta l'intero complesso il mastio, un
tempo isolato, perno della difesa urbana e del sistema di sorveglianza
dell'intera vallata.
Lasciato
Castell’Arquato risalgo la collina che ci condurrà al borgo di Vigoleno.
La strada
è quanto di più bello può chiedere un mototurista: saliscendi, tornanti ampi ,
panorami superbi, il tutto contornato da boschi, prati e da un fondo stradale
mai in condizione pessime; l’unico appunto potrebbe essere la segnaletica non
sempre sufficiente, ma con la diffusione su larga scala dei navigatori
satellitari dovremo farcene una ragione.
Dopo
avere percorso una decina di chilometri in tutta tranquillità, un cartello
turistico ci annuncia “Vigoleno, uno dei borghi più belli d’Italia” :
giunti al borgo, con sommo stupore, mi rendo conto che mai cartello fu più
veritiero.
Esempio
perfetto della logica abitativa del medioevo, integro nelle strutture e ricco di
testimonianze storiche, il borgo fortificato, è sito sul crinale che divide la
valli dei torrenti Ongina e Stirone.
L'importanza del castello è legata al nome degli Scotti che lo tengono sino agli
inizi del secolo XX. L'aspetto dell'impianto castrense mostra non comuni
influenze toscane, forse dovute all'impiego di maestranze provenienti dalla
Lunigiana. La struttura urbana è dominata dal mastio quadrangolare, dotato di
feritoie, beccatelli e merli ghibellini. In prossimità del circuito orientale
delle mura si trova la chiesa di San Giorgio, della seconda metà del XII secolo.
Vigoleno
costituisce dal punto di vista architettonico, un complesso fortificato di
notevole interesse che conserva pressoché intatto il carattere originario.
Castello e borgo vanno considerati quali parti costituenti di un unitario
sistema difensivo, e rappresentano nell'ambito dell'architettura fortificata,
uno dei più interessanti e preziosi monumenti che è dato d'incontrare.
Il
formidabile rivellino, con la poderosa torre d'ingresso a pianta quadrangolare,
rimane raro esempio di via d'accesso fortificata. Tra alterne vicende, fu
conquistato in periodi successivi dai Pallavicino, dai Visconti, dai Farnese e
(al tempo del Duca Ottavio) dagli Scotti.
Il borgo
meriterebbe una visita più approfondita, ma il tempo come sempre è tiranno.
Dopo una
breve passeggiata risalgo nuovamente in moto per raggiungere Gropparello, ultima
tappa odierna e sede di un altro caratteristico castello.
Immerso
nella verdissima Val Vezzeno, sopra uno sperone di serpentino rosso, a picco sul
sottostante torrente, si aggrappa alle asperità del luogo. Le sue origini
risalgono al secolo VIII e, nel tempo, fu possesso dei Fulgosi, dei Pallavicino,
degli Sforza, dei Campofregoso, degli Attendolo, dei Gibelli. A pianta
irregolare, si mostra magnifico esempio dell'arte della fortificazione. Nel
bosco circostante è stato creato il "Parco delle Fiabe": il primo parco emotivo
d'Italia. I bambini, vestiti da cavalieri e assistiti da guide, riscoprono le
tracce del passaggio di fate, folletti, elfi, druidi e streghe. Per i più
grandi, nella Taverna Medievale, suggestivi banchetti.
Da
Gropparello raggiungo nuovamente Piacenza dove entro in autostrada per tornare a
casa, felice di avere visitato dei luoghi stupendi e , fattore non di poco
conto, a poco più di un’ora da casa.
Nella
giornata odierna ho visitato solamente una piccola parte dei castelli esistenti,
in realtà sono molti di più quelli dislocati nelle province di Piacenza e
Parma; questo è un buon motivo per programmare altri giri in questi luoghi
stupendi e tranquilli allo stesso tempo.
Per maggiori informazioni sui
castelli piacentini e parmensi sono di aiuto i siti web
·
www.castellidelducato.it
·
www.borghitalia.it
Durante questo
tour si incontrano innumerevoli aziende che vendono direttamente le specialità
alimentari locali, e, benché io abbia pranzato a casa, sono altresì innumerevoli
le trattorie e i ristoranti incontrati strada facendo.
Di seguito un
breve road-book della gita.
|
CASTELLI
PIACENTINI |
|
Monza - Piacenza |
85 |
|
Piacenza - Cadeo |
15 |
|
Cadeo - Carpaneto Piacentino |
10 |
|
Carpaneto Piacentino - Castell'Arquato |
10 |
|
Castell'Arquato
- Vigoleno |
10 |
|
Vigoleno - Lugagnano Val d'Arpa |
15 |
|
Lugagnano Val d'Arpa - Gropparello |
25 |
|
Gropparello - Piacenza |
28 |
|
Piacenza - Monza |
85 |
|
TOT KM |
283 |
Un saluto a
tutti gli amici moto-scooteristi.
CIAOOOOOOOO
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Testo & Foto:
Adry |
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